Compagni di pratica

 Chi pratica ogni giorno accanto a me?

Quando correvo uno dei miei immaginari compagni di falcata non poteva che essere Murakami, bislacco maratoneta dell'animo.

Ora invece, non ho ben chiaro un referente letterario che possa accompagnarmi nella pratica occupando il tappetino accanto al mio. Magari un personaggio di Italo Calvino (perbacco: Agilulfo, il cavaliere inesistente dalla splendida armatura), oppure di Boccaccio (chessò, Calandrino che cerca la pietra dell'invisibilità?), ma francamente non so se loro sarebbero contenti di stare lì con me.

Tutto ciò che so è che spesso mi si piazza nella mente, come un chiodo fisso, la poesia più conosciuta e abusata di Dylan Thomas: Do not go gentle into that good night.

Un motivo ci sarà pure, ma preferisco non indagare...


(Ah... e ovviamente se stessi parlando di cinema il mio referente altri non potrebbe essere che Aquilante mala bestia che conosce tutte le vie della fuga!)

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